Pietà per l’Amore

rosaneveqv7


Pietà

Un lago oscuro

ti ha inghiottita,

ma

la tua anima

riluce.

Chissà se ci sentirai,

chissà se capirai.

Dolce è il tuo sguardo

su di noi.

Le nostre preghiere

non bastano

di fronte all’immensità.

In riva al lago,

dalle rive inaridite,

vedo l’ultimo raggio di luna

che ti illumina

e

ti accoglie tra le sue braccia.

a Eluana Englaro

In una giornata come questa in cui

tutti festeggiano l’Amore

io non posso non pensare a Lei.

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8 thoughts on “Pietà per l’Amore”

  1. La foto è bellissima, il tema delicatissimo e tu lo affronti con la delicatezza di un animo sensibile e partecipe delle emozioni altrui.Di Eluana non parlo volentieri se non con le persone che dimostrano la tua sensibilità, troppi avvoltoi aleggiano su questa vicenda. Io mi attengo al principio generale che la libertà di ciascuno finisce dove inizia la libertà altrui…….se lei si espresse come afferma il padre credo sia giusto accompagnarla verso il destino che ha dovuto scegliere.Un caro saluto, Stefano

  2. Stanno dedicando più sviolinate inutili a sta povera ragazza che a tutte le vittime delle torri gemelle messe insieme.Si, Eluana, non temere. Tra poco andrai in un posto tutto luminoso con gli angioletti con le ali, le nuvole, san pietro che fa il caffè, babbo natale, il grinch e altre cose che non esistono, tipo i pokemon e l'antinegazionismo del papa.Jawohl.

  3. Un verso di Antigone, condannata viva al sepolcro, illumina il caso di Eluana Englaro e degli sventurati come lei condannati ad un coma vegetativo interminabile cui la legge impone di non aver mai fine: (Ant., 849)<> (insolita, inaudita – sarei tentato di tradurre mostruosa ). La relazione impressionante col coma vegetativo (irreversibile) che non può essere interrotto, salvo a sfidare le leggi e la sentenza di Creonte, si accentua nei tre versi che seguono: Oh me infelice! Straniera tra i mortali Come tra i morti, straniera Tra i vivi e i trapassati!L'Angelo del Tragico mi indica Eluana nel momento in cui è portata (mentre scrivo, pensando a lei e ad Antigone, il suo abitare da meteca in una mostruosa tomba clinica entra nel diciottesimo anno). Non è una Antigone, questa piccola vittima del potere medico-religioso, ma ne ha avuto e ne patisce tuttora la stessa condanna al biblico spaventoso. Il potere del Destino si esercita sui piccoli come sui grandi: <> (Ant., 952). Magnifico commento in George Steiner, Le Antigoni (pp. 302bsgg., ed. it. Garzanti). Ma capire Antigone, senza finire obbligatoriamente nel contrasto trascendendente delle due vie, dell'amore e dell'odio, ma comprendendole ed andando oltre, resta bandiera, tuttora sperduta in lontananza del pensare, di filosofico enigma che filologia e teosofia congiunte possono provarsi a togliere dallo sconforto. Io piglio da tempo Antigone come sorella, e la interrogo, coabitando con lei ogni tanto. Prima di essere ingessata come anarchica e femminista, dice, io sono la guida di un padre cieco (Edipo a Col., 1) per il quale dò nomi ai luoghi fino al river of not return nelle cui onde entrerà lui solo. Può partire da questo, una messainscena incaricata di creare il personaggio per la prima volta?(G. Ceronetti)

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