oggi,la musica parla per me

al tramonto

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Fuoco nel fuoco

La musica parla per me

In certi momenti quando le parole mi sembrano insufficienti o io stessa sono talmente confusa da non saper neppure parlare ricorro alla musica classica.

La Musica sa parlare con le note e  un autore che a me piace tantissimo è:

SCHUMANN

Vi è una raccolta

“Pezzi fantastici”

dedicato a Anna Robena Laidlaw,che si illumina del riflesso di una breve felicità,del ricordo di un idillio,che,se non era destinato a lasciare traccia nella sua vita,appare tuttavia eterno nell’arte.

E’ la storia di una breve giornata di amore che ha il suo inizio sentimentale al crepuscolo(n.1 Des Abens) nell’ora della dolce intimità con i suoi slanci e le sue effusioni(n.2 Aufschwung) i suoi dubbi tormentosi

(n.3Warum)

le sue chimere(n.4Grillen9) i suoi abbandoni

(n.5 In der Naght).

L’idillio ha le sue soste fantastiche

(n.6 Fabel)

sogni tormentosi,ma senza incubo (n.7Traueswirren) e si conclude con “l’Humour” e la malinconica serenità del poeta che rievoca un’esperienza compiuuta(n.8 Ende vom Lied)

e la contempla distaccata dalla sua vita.

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Lunedi’

A volte capita anche questo.
Buona settimana a tutti!!

Ps. Io ho deciso di non guardare più tv! E soprattutto il TG….. su tutti i canali.
Mi mette ansia e mi fa stare male.

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Proviamo a fare un sondaggio??


Indifferenza


Indifferenza

E’ sbocciato quest’odio come un vivido amore
dolorando,e contempla se stesso anelante.
Chiede un volto e una carne,come fosse un amore.

Sono morte la carne del mondo e le voci
che suonavano,un tremito ha colto le cose;
tutta quanta la vita è sospesa a una voce.
Sotto un’estasi amara trascorrono i giorni
alla triste carezza della voce che torna
scolorandoci il viso.Non senza dolcezza
questa voce al ricordo risuona spietata
e tremante:ha tremato una volta per noi.

Ma la carne non trema.Soltanto un amore
la potrebbe incendiare, e quest’odio la cerca.
Tutte quante le cose e la carne del mondo
e le voci, non valgono l’accesa carezza
di quel corpo e quegli occhi.Nell’estasi amara
che distrugge se stessa, quest’odio ritrova
ogni giorno uno sguardo, una rotta parola,
e li afferra, insaziabile, come fosse un amore.
Cesare Pavese