Lavorare stanca…e uccide

E adesso è proprio ora che qualcuno ascolti le urla di disperazione dei piccoli e medi artigiani.
Dei piccoli industriali.
Credo che mi faro’ parte attiva nel denunciare la scarsissima attenzione  se non indifferenza
del nostro Governo ,e non solo quello attuale, e dei Sindacati verso questa categoria.
Non contano nulla  per queste organizzazioni che dicono di difendere il lavoro ,perchè non rappresentano numeri.
Sono scarsissime infatti le iscrizioni al Sindacato da parte dei lavoratori delle imprese con meno di quindici dipendenti.
Le imposte poi danno l’ultima spinta per sentirsi emarginati e credere che sia meglio la morte della vita.
La lotta gli artiginai la fanno tutti i giorni per combattere la concorrenza dei grandi gruppi industriali e commerciali e alla fine ,stremati si danno fuoco.
Al di  là delle motivazioni ancora tutte da dimostrare che hanno indotto questo artigiano a darsi fuoco,
Dal 2008  circa cinquanta imprenditori si sono suicidati.
E’ una realtà alla quale nessuno deve essere insensibile.
Ma proprio nessuno.

Oggi quasi nessun quotidiano da la notizia in prima pagina.
Guardare per credere:
Il Foglio    Il Manifesto   Il Sole 24 ore   La Repubblica  L’Unità

La notizia piu’ importante di oggi è che Emilio Fede sia stato licenziato da Mediaset.
(E chi se ne frega!)

Da: La Repubblica di Bologna“Voglio morire”: artigiano si dà fuoco
davanti alla Commissione tributaria/Foto

E’ gravissimo, con ustioni “su quasi il 100% del corpo”; dopo il ricovero al Maggiore è stato trasportato a Parma. L’uomo ha una ditta di lavori edili; in alcune lettere scritte per la moglie e per gli uffici spiega il motivo del gesto, legato ai debiti. Oggi doveva comparire in udienza per fatture false. Un passante ha cercato aiuto, sono arrivate due auto della polizia. Un testimone: “Quella cosa a terra pareva un pezzo dell’auto. Invece era un essere umano”. Il sindaco: “Fatto sconvolgente, una richiesta di aiuto che non ci può lasciare indifferenti” VIDEO Il racconto del testimone

di LUIGI SPEZIA


Ci vuole coraggio nella vita per fare dei cambiamenti drastici.
Io ,nella mia vita lavorativa ,ho avuto coraggio.
Avevo un’azienda metalmeccanica nella quale producevo
 macchinari brevettati da mio nonno.
 Già alcuni anni fa ho vissuto cio’ che stanno raccontando in questi giorni ,sia gli imprenditori che i lavoratori:
gli scioperi,le banche che non danno finanziamenti,il rischio di perdere tutto cio’ che si possiede(la casa di abitazione ecc.)
Ero una piccolo imprenditore con meno di cinquanta dipendenti e a nessuno interessava il mio lavoro.
Tutta la mia attività era basata solo sulla forza di volontà,il coraggio,la voglia di lavorare,e l’abnegazione.
Ma ad un certo punto mi sono chiesta :
 perchè devo fare tutta questa fatica per poi rischiare di perdere tutto ugualmente? tanto nessuno in questo paese prenderà mai in considerazione le mie difficoltà nel momento in cui dovessi avere bisogno.
E cosi’ ho deciso di chiudere .
Ci è voluto coraggio e non è stato facile.
Alla fine, sono riuscita a fare anche alcuni anni di lavoro da dipendente.
Sono stati gli annni in cui mi sono riposata anche se devo dire ,non tutti gli imprenditori sono da elogiare, e molti di loro usano metodi che io non condivido.
Non me ne sono andata dall’Italia,anche se qualche volta ci ho pensato.
Ma nel mio piccolo non ho piu’ creato posti di lavoro.
Oggi quasi tutti i piccoli imprenditori sono stanchi.
Ed io li capisco.
(questo per quanto riguarda la mia vita lavorativa . Per il resto ,nella vita privata per intenderci,sono un’autentica frana…)

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6 thoughts on “Lavorare stanca…e uccide”

  1. La vita è divenuta difficile per tutti. Quando parli di brevetti mi fai ricordare un piccolo industriale, di spessore, a cui il dipendente più a lui vicino e fidato glieli ha fregati e venduti ad una grande azienda.

  2. Siamo finiti in una situazione tragica.Mi auguro di tutto cuore "che qualcuno ascolti le urla di disperazione dei piccoli e medi artigiani.Dei piccoli industriali."Aggiungo anche dei giovani e degli anziani.Ti lascio un caro saluto e i complimenti per il tuo blog che non conoscevo.Ciao,Lara

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