Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.
Italo Calvino
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Fiori d’asfalto

Questa mattina camminavo guardando a terra pensando alle mie cose.Il caldo torrido di questi giorni mi porta a ricercare tutte le viette in ombra,dove la mattina presto spira ancora un venticello simpatico.
Camminavo e pensavo, quando ho  visto questo cespuglio di fiori gialli spuntare dall’asfalto.
Sono quei piccoli miracoli della natura che donano emozioni particolari.
Mi sono fermata e li ho fotografati, poi cerchero’ di farne qualche mio pasticcio fotografico.
Credo che ne valga la pena.
La bellezza non è sempre quella che salta all’occhio con prepotenza.
A me piacciono le piccole cose,umili, che sanno lottare per spuntare dal nulla.
E questi piccoli fiori credo che abbiano lottato tanto per bucare questo asfalto cosi’ arido….

http://youtu.be/xJOtaWyEzaI

Cari mamma e papa’

 è da qualche giorno che non vi scrivo. In compenso sono venuta piu’ spesso al cimitero.E vi assicuro che la tristezza che mi pervade quando vedo le vostre fotografie su quella lapide è indescrivibile. Non mi sembra vero ancora che voi siate là sotto ,inermi. Ricordo ancora la tua vitalità,mamma, solo pochi mesi fa. Anche tu papà,quanta voglia di vivere avevi. Eppure la morte ha sopraffatto ogni sentimento. Il vostro , di rimanere accanto a me,ed il mio, di avervi ancora per qualche tempo con  me.

Forse voi il passo piu’ importante della vita lo avete fatto.Un salto lungo,di là dal fiume, vi ha allontanati a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra, da tutti i problemi terreni. Io sono rimasta qui, prima un poco smarrita ,senza riuscire a prendere visione del mio futuro,ed ora impaurita, perchè il mio futuro lo vedo chiaramente. Ed è, e sarà un futuro di solitudine. In questi giorni il caldo è davvero torrido e spesso penso a te papà che lo soffrivi cosi’ tanto . Spero che tu sia in un ambiente fresco e pieno di aria dove tu possa finalmente respirare a pieni polmoni. Perchè forse io ora credo in una nostra vita ultraterrena. Questo pensiero mi fa stare un po’ meglio. Pero’ mi vedo e mi sento come un uccellino con le ali bagnate. Vorrei volare ,ma sbatto continuamente le ali e non riesco ad alzarmi in volo. Tutto sembra cosi’ difficile. La cosa che piu’ mi manca è non avere nessuno con cui parlare ,come facevamo sempre noi tre. Non sempre ,ma qualche volta sentivo il vostro affetto cosi’ tangibile da sentirlo tra le mie mani.Come se fosse un oggetto da manipolare con cura. Mi sono sempre resa conto di questo grande regalo che la vita mi aveva donato. La consapevolezza che donando si riceve. Ed è cosi’, prima di ricevere bisogna saperlo donare l’affetto. Anche verso i propri genitori. E voi mi avete ringraziato sempre…con affetto sincero. Ora parlo con tanta gente,non sono rimasta sola nel vero senso della parola,ma mi sembra di trovare attorno a me un terreno arido. Dovunque mi giri non è la stessa cosa. Chi per un verso ,chi per l’altro, agisce assecondando una certa convenienza a seconda dei ruoli che hanno. Il Geometra ,l’Avvocato i vicini di casa,anche Riccardo mi sorridono, sono educati,ma non trovo affetto.

E ne ho tanto bisogno.

Trasfusione di parole

Prima di iniziare una nuova fase della mia vita ho deciso di fare qualche giorno di vacanza a Sirmione

per pensare un po’ a me ed allontanarmi dal passato.

Ci sarà un trasloco,l’inizio di una nuova attività e poi chissà che altro ancora.

 
PS.Di quella che fui è rimasto ben poco.Dopo la morte di mamma e papà la vita mi ha messo di fronte ad altre prove.

Ma è inutile cercare di ignorare certe cose.

L’evidenza dei fatti non fa che avvalorare la tesi che è sempre meglio guardare in faccia alla realtà, anche se fa male.
Dunque eccomi di fronte ad un periodo di cambiamenti drastici.
Vendo casa, e comincio una nuova vita. Da sola.
Nel senso che mi separo.
Non si riesce mai a capire fino in fondo con chi abbiamo scelto di condividere la vita fino a che non ci si decide a scoprire quel velo attraverso il quale avremmo preferito non guardare per non soffrire troppo.
E cosi’ non si cambia nulla.
Il coraggio di guardare l’ho trovato alla fine ed ora sto vedendo .
Alcune mie sensazioni e riflessioni le scrivo ai miei,in formato lettera in questo angolino sperso nell’etere per continuare la mia caratteristica principale: quella di non riuscire a fermarmi alla banalità di un unico luogo dove scrivere ,perchè ho bisogno di angolini nascosti,dove so di trovare non uno
qualunque, di passaggio ,ma persone che mi hanno seguito e che continuano a seguirmi con quell’affetto che ti porta dovunque per ricercare le affinità.Una specie di via di fuga al contrario.
La ricerca di una casa vera l’ho espressa anche qui attraverso i miei viaggi, i miei cambiamenti,certe volte anche di identità.
Chi ha voluto mi ha riconosciuto comunque.

Facebook  : http://facebook.com/annnalauraraffa

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Troppo caldo…

Non mi piacciono le giornate calde e afose.Mi mettono malinconia.
Anche se il cielo è azzurro questa mattina ,e le rondini sembrano essere felici
il caldo mi opprime
e riaffiorano i ricordi.
Volerei via insieme alle rondini
se potessi…
Ricordi

Se per fuggire alla memoria
avessimo le ali
in molti voleremmo.
Avvezzi a cose più lente
gli uccelli sbigottiti
contemplerebbero il possente stormo
degli uomini in fuga
dalla mente dell’uomo
(Emily Dickinson)
I ricordi vogliono riaffiorare in un tempo stabilito da essi stessi, a noi è lasciato solo il compito di raccoglierli e dare loro nuova dimora.
Il futuro tuttavia, è già iniziato
e un po’ mi fa paura…

Le fumeur

Paris - Musée d'Orsay - Paul Cézanne's Le Fumeur accoudé
Paul Cezanne
Gitanes e Gouloises
Quando penso ad un uomo penso a Sartre e a Tom Waits.
Tutte e due fumavano Gitanes e Gouloises.
Serge Gainsbourg  ha dedicato una canzone. Picasso un quadro.
Erano sempre al labbro di Prevert e Camus.Rigorosamente senza filtro
Non fumo.
Mi lascio inebriare dal loro profumo .
Anche Eugenio Montale, il grande poeta dell’Ermetismo, ha “interpretato” il fumo quale simbolo di ansiosa attesa dell’avvenire. Fa parte della raccolta “Satura”, del 1971, la lirica “Nel fumo” che qui riporto:
“Nel fumo”
Quante volte t’ho atteso alla stazione nel freddo, nella nebbia.
Passeggiavo tossicchiando, comprando giornali innominabili, fumando Giuba poi soppresse dal ministro dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una sottrazione.
Scrutavo le carriole dei facchini se mai ci fosse dentro il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
Poi apparivi, ultima.
E’ un ricordo fra tanti altri.
Nel sogno mi perseguita.
Eugenio Montale

Internet .. e la solitudine dei numeri primi.

Sono entrata in quest mondo alcuni anni fa ,quando ,catapultata fuori dal mondo reale per una serie di mie scelte e anche per alcuni problemi di cui mi sono fatta carico con tutto il mio cuore, ho trovato per mia fortuna  una valvola di sfogo alla mia solitudine ,ma anche un aiuto concreto da persone che hanno condiviso con me tutte le vicissitudini di questi ultimi anni , che ringrazio di cuore.
Poi improvvisamente le cose sono cambiate ed io, da circa due mesi ,ho ricominciato,diciamo cosi’ ,una vita normale.
Esco, mi trovo con le mie amiche e con conoscenti  che ,prima, non riuscivo a frequentare o meglio ,per essere sinceri ,erano loro che non si sentivano di condividere alcuni aspetti della mia vita, orgnizzo cenette per non rimanere sola magari il sabato sera.
A me piace stare con le persone,e credo di riuscire abbastanza disinvoltamente a tenere relazioni di amicizia un po’ con tutti.
Spesso ,mi fermo a leggere i post dei miei blog preferiti .
Poi rifletto circa il perchè ci sono tante persone che, come me, sentono il desiderio  di scrivere praticamente in un  luogo   dove non è assolutamente sicuro che ci sia un interlocutore dall’altra parte.
Internet in fondo è una entità astratta.
Credo che alla base di tutto ci sia una grande richiesta di ascolto.
Spesso mi rendo conto che ,nonostante le tante opportunità che ho di parlare anche fuori di qui,non sempre si è ascoltati come desidereremmo.
Si rimane tutti sulla superficie delle cose.
Difficile che si riesca a penetrare nel profondo dell’animo umano.
Io risolvo un po’ bastando a me stessa.
Alcune volte scrivo anche ai miei genitori lettere come se loro potessero leggerle.
Ma non ci dobbiamo assolutamente illudere di poter creare una forma di amicizia concreta e vera.
Qui,piu’ ancora che nella realtà, tutto e il contrario di tutto è possibile.
Quindi si possono perdere contatti da un minuto con l’altro.
La libertà è alla base di tutto, a volte senza neppure fare una piccola riflessione sul rispetto e l’educazione.
Quindi ….sotto questo aspetto, Internet ed in genere i social network, non sono luoghi raccomadabili per persone che non abbiamo preso  anche in considerazione cosa sia  la solitudine dei tempi moderni.

“Mattia era lontano. Fabio era lontano. La corrente del fiume produceva un fruscio debole e sonnolento.
Si ricordò di quando era distesa nel canalone, sepolta nella neve. Pensò a quel silenzio perfetto. Anche adesso, come allora, nessuno sapeva dove lei si trovasse. Anche questa volta non sarebbe arrivato nessuno. Ma lei non stava più aspettando.
Sorrise verso il cielo terso. Con un po’ di fatica, sapeva alzarsi da sola.”