Riemergo

vangogh_mare

Riemergo da un mare di parole
che mi hanno ubriacata.
Riemergo da un mare burrascoso
dove mille onde mi hanno sbattuta a riva e poi riportata al largo
come una zattera.
Riemergo da me stessa,
perchè credevo di essere giunta alla fine del viaggio,
ed invece sono solo ad un nuovo inizio.
Riemergo e respiro,mentre ancora l’acqua mi sommerge.
Muovo le braccia
e nelle mie gambe il sangue scorre ancora.
La mente è lucida.
Il cuore è un po’ arido,ma avro’ tempo
per coltivare ancora la mia anima
come fosse un terreno a primavera.
Seminerò tutto il nuovo che è in me.
E qualcuno sentirà la mia voce..se vorrà.

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Bagdad cafè

Cari mamma e papà,

un’altra domenica.

Un’altra settimana, un altro mese.

Sono passati giorni,non moltissimi ,ma a me paiono l’eternità.

Non so bene in che mondo sia finita.

Un deserto.

Qui.

Siamo tutte un po’ “cozze”…

 
E’ un pensiero che mi continua a girare nella mente.Si è vero siamo diventate tutte un po’ cozze noi donne.
Mi ci metto anch’io per non peccare di presunzione anche se …a dire il vero non è proprio cosi’.
Ed ogni tanto bisogna anche avere il coraggio di dire le cose come stanno.
Le donne stanno stancando con le loro mania di bellezza portata all’estremo .
Tutte tette e labbroni,cosce levigate ,capelli al vento e mise da eterne giovinette.
Le ho viste l’altra sera tutte in fila ,come se fossero su una passerella di moda.
Bene ,anche con l’occhio piu’ benevolo ,se fossi stata un uomo ,non ne avrei scelta neanche una.
Da tutta questa bellezza non traspira umanità.
Sembrano tutte di plastica, come manichini del negozio alla moda.

Vivian Maier

Non che gli uomini siano da meno nelle loro troppo visibili imperfezioni.
Ma oggi vorrei parlare solo di donne.
Quello che mi fa piu’ tristezza di noi donne è che non sappiamo neppure discernere il luogo e le situazioni per certi chiamiamoli “look”
Solo pochi giorni fa mi aggiravo nelle corsie degli ospedali .
E la sensazione era la stessa.
Perchè andare a lavorare con occhi truccati e labbra colorate?
La volgarità li’ era davvero portata al massimo valore.
E cio’ che piu’ mi sconvolgeva è che persino dalle loro bocche non si riusciva quasi mai ad ascoltare parole di vera umanità.
E se c’era qualche volta era un caso rarissimo.
Per il resto finta benevolenza verso il malato  con quel “cara” buttato li’ da tutte le parti e che alcune volte mi sembrava persino una parolaccia.
Ma dove sono finite le donne vere?Non dico di essere legata ancora all’arcaico concetto dell’angelo del focolare, ma almeno un minimo ri rispetto per la nostra natura.
La femmina anche nei cani è completamente diversa dal maschio.
Ed è cosi’ anche negli umani ..almeno dovrebbe esserlo.
Ma purtroppo non vedo che donne che hanno lo stesso atteggiamento dei maschi.
Un po’ presuntuose e con la battuta troppo pronta, rampanti come fossero sempre ad un match di braccio di ferro.
Non è cosi’ ,non è cosi’ che dovrebbe essere.
Essere leggermente defilate ed un po’ sobrie non vuol dire essere per forza insulse.
Anzi.
Lasciare che gli altri vengano a ricercare le nostre qualità intrinseche e non spiattellarle sotto gli occhi di tutti…non sarebbe meglio?
Io credo di si.
Guardavo alcune fotografie di una donna che ad un certo punto della sua vita ha voluto fare la fotografa.
Vivian Maier
http://vivianmaier.blogspot.it/
Eccone alcune:

A me sembrano piu’ vere.  

Emozioni alterne

Un muro dipinto

come

Jean Fautrier

Ci sono giorni in cui emozioni alterne mi prendono e mi lacerano.

Non so se ridere o piangere…passo in un batter d’occhio dal desiderio al rimpianto,dalla speranza all’angoscia.

Il mio cuore è come certi quadri…pieno di crepe…e poi all’improvviso..la speranza.

E’ già domani….

 

Cari mamma e papà,

eccomi ancora qui. E’ già domani.Un giorno finisce ed un altro inizia… sempre con una poesia e con il cuore leggero

,come se la leggera brezza che oggi ha spazzato via la calura e le nuvole avesse spazzato via anche la mia tristezza.

Faccio passi verso la vita che corre piu’ forte di me…tra qualche giorno vi racconto.

Oggi va cosi’.

Vi mando un bacio.

 

 

 

La fine e l’inizio

22 Luglio 2012

Una delle tante date
che non mi dicono più nulla.

Dove sono andata quel giorno,
che cosa ho fatto non lo so.

Se lì vicino fosse stato commesso un delitto
non avrei un alibi.

Il sole sfolgorò e si spense
senza che ci facessi caso.
La terra ruotò
E non ne presi nota.

Mi sarebbe più lieve pensare
di essere morta per poco,
piuttosto che ammettere di non ricordare nulla
benché sia vissuta senza interruzioni.

Non ero un fantasma, dopotutto,
respiravo, mangiavo,
si sentiva
il rumore dei miei passi,
e le impronte delle mie dita
dovevano restare sulle maniglie.

Lo specchio rifletteva la mia immagine.
Indossavo qualcosa d’un qualche colore.
Certamente più d’uno mi vide,

Forse quel giorno
Trovai una cosa andata perduta.
Forse ne persi una trovata poi.

Ero colma di emozioni e impressioni.
Adesso tutto questo è come
tanti puntini tra parentesi.

Dove mi ero rintanata,
dove mi ero cacciata
niente male come scherzetto
perdermi di vista così.

Scuoto la mia memoria
forse tra i suoi rami qualcosa
addormentato da anni
si leverà con un frullo.

Wislawa Szymborska, ”Il 16 maggio 1973″ (in “La fine e l’inizio”, a cura di Pietro Marchesani, Libri Scheiwiller). La poetessa premio Nobel nel 1996 per la letteratura, era nata nel 1923 a Kornik, cittadina polacca vicino a Poznan ed è morta il primo febbraio 2012.

 

Una poesia per la domenica

 

Al mio cuore, di domenica
 

Ti ringrazio, cuore mio:
 non ciondoli, ti dai da fare
 senza lusinghe, senza premio,
 per innata diligenza.

Hai settanta meriti al minuto.
 Ogni tua sistole
 è come spingere una barca
 in mare aperto
 per un viaggio intorno al mondo.
 
Ti ringrazio, cuore mio:
 volta per volta
 mi estrai dal tutto,
 separata anche nel sonno.
 
Badi che sognando non trapassi in quel volo,
 nel volo
 per cui non occorrono le ali.
 
Ti ringrazio, cuore mio:
 mi sono svegliata di nuovo
 e benchè sia domenica,
 giorno di riposo,
 sotto le costole
 continua il solito viavai prefestivo.
 
Wislawa Szimborska
 La gioia di scrivere

Cari mamma e papà,

oggi è domenica e da quando non ci siete piu’ per me questa giornata è diventata una giornata di riflessione e di riposo dell’anima,come non lo era mai stata.

Domani è un altro giorno…

Ditemi la verità sull’amore

Ditemi la verità sull’amore
Ditemi che è bello e non fa soffrire.
Ditemi che non ti lascia mai sola come un cane.
Che non ti abbandona ai bordi di una strada
all’inizio dell’estate.
Ditemi che all’occorrenza sa ascoltare,
e non solo pretendere.
Ditemi che c’è qualche cosa di vero
dietro alle parole sdolcinate dei primi appuntamenti.
Ditemi ancora cio’ che ho bisogno di sentire.
L’amore c’è esiste e non è un’illusione.
L’amore sei tu che ho incontrato una volta sola,
in una stanza vuota e silenziosa, che mi è sembrata il paradiso,
dove ho lasciato ad attenderti
una manciata di petali di rose

http://youtu.be/pqzkyHRqc_E