Pennellate di passione

Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima.
George Bernard Shaw

Non mi intendo molto di arte percio’ non scrivo molto.
Solo desidero trasmettere emozione.
Quella stessa che provo ogni volta che vedo certi quadri.Icolori.Le pennellate larghe e profonde.
Credo non ci sia nulla di piu’ passionale.

http://www.craigwaddell.com/



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5 thoughts on “Pennellate di passione”

  1. Tu dici di capire poco di arte.
    Io allora non capisco neppure quel poco
    Questo è erotismo ?
    Opperbacco !!! io pensavo fosse fusa la mia scheda grafica o fosse saltata la matrice del mio monitor.
    Questa è arte ?
    Allora non mi ci metto neppure a studiarla per impararla.
    la metterei subito da parte

    GB

    1. A me Craig Waddel piace. Non è conosciuto,ma è abbastanza quotato nelle aste di arte.
      Craig Waddell vive e lavora a Sydney ei suoi dipinti testimoniano la sua grande passione per le caratteristiche fisiche di vernice – la spinta, trazione e raschiatura di una tela intorno. I suoi dipinti astratti e semi astratti con figure, paesaggi e flora impulsi con energia e luce. In parole Waddells:

      “Ho una storia d’amore con la pittura e la pittura e la passione scorre attraverso tutte le varie materie e forme che affrontare. Io amo l’atto fisico di quasi lottare con vernice e tela, applicare il colore in modo esplosivo. Forse questo deriva dalla mia formazione sportiva:. Ho giocato prima di cricket grado fin dalla giovane età, e questo le prestazioni fisiche sul campo, rispecchia la fisicità porto alla mia pittura ”

      Per quanto riguarda gli spezzoni del film New York Story – Life Lessons, Usa, 1989
      di Martin Scorsese, con Nick Nolte, Rosanna Arquette, Patrick O’Neal, Jesse Borego, Steve Buscemi

      Paulette ha deciso di andersene.
      Di lasciare New York, di rinunciare a vivere “in the heatr of the heart” e soprattutto di rinunciare alle “lezioni di vero” di Lionel Dobie. Si avvicina a lui per dargli la notizia ma “il leone” sta dipingendo: mentre dallo stereo suona a tutto volume “Like a rolling stone”, l’enorme tela rettangolare si infiamma di colore sotto le sferzate dei pennelli. Paulette resta a guardare, in estasi, l’inquadratura stringe su di lei, nell’alternarsi sempre più serrato con le pennellate di Lionel in completa trance creativa, mentre si consuma l’unico possibile amplesso tra i due.
      Partiamo da qui, ma gli esempi sono parecchi. Il diaframma che sostiene il cinema di Scorsese, che lo fa vivere e respirare ad un livello difficilmente raggiungibile, è una sorta di capacità di mobilitazione dei sensi, di aggressione fisica dello spettatore che parte dal completo dispiegamento delle potenzialità della macchina-cinema. In Lezioni di vero il regista newyorkese convoglia nella sua dinamo inesauribile ogni possibile spunto: letteratura (il film si ispira a “Il giocatore” di Dostoevskij e ai diari della sua amante, Polina Suslova) pittura, musica, attrazione amorosa, ritmi urbani, esaltati tutti al massimo grado di sprigionamento energetico e concentrati con il favore del racconto breve.
      Il risultato è sì una rappresentazione memorabile dell’ossessione erotica e del travaglio dell’artista, ma è forse ancora di più un saggio sulla seduzione dell’arte (cinema in primis), sul miracolo della creazione artistica come accumulo e passaggio di tensione, da realizzarsi, prima di ogni elaborazione successiva, sotto forma di impulsi diretti, soprassalti istintivi, puro dinamismo di gesti e movimenti. Scorsese e Lionel Dobie sono entrambi officianti di questo rito, traduttori che portano su tela e schermo i segni di quell’energia primordiale di cui sono ricercatori instancabili e intermediari privilegiati.

  2. Ho letto solo le prime 4 righe.
    mi ritiro immediatamente
    a me piacciono Michelangelo, Leonardo da Vinci e un pò Salvador Dalì

    per il resto la mia arte è di un altra dimensione

    anzi, per essere preciso sono 11

    (modello Superstringhe – vedi LHC CERN Ginevra)

    Le energie in gioco li sono dell’ordine della Creazione (BIG BANG) non adamo ed eva….

    non disdegno Mozart e Bach.

    ammiro Walt Disney

    sono perso in Riemann (lo adoro…)

    tutto il resto è al di là della mai comprensione

    Ciao

    GB

  3. Non ti dar pena.
    L’arte di cui mi occupo io non ha nessuna mediazione umana.
    La colgo direttamente alla fonte semplicemente alzando gli occhi al Cielo.
    Nessun pennello, nessuno scalpello, nessun passaggio umano saprà mai restituire la genuina meravigliosa armonia dell’Universo.
    Nessuna tela e nessuna poesia saranno mai neppur lontanamente paragonabili al brillare di un sole lontano.

    La miglior condizione per sentire quest’arte è il silenzio assoluto e nessun confine bidimensionale.

    Ubi maior, minor cessat.

    GB

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