A house is not a home

Quint Buchholz
Cari mamma e papà

Nella lingua italiana non esiste nessuna differenza .
Quando si dice casa si dice casa. Punto.
Ma non è sempre cosi’ e un po’ tutti abbiamo provato la sensazione di non essere a casa,prima o poi.
A volte mi sono sentita a casa in luoghi assolutamente diversi dalle mura di casa mia.
Certe cose si imparano con il tempo.
Si impara a costruirsi una casa anche dentro al proprio cuore.
Un piccolo mattone dopo l’altro.
Una casa dove al centro abbiamo messo la nostra anima e seduto accanto il nostro cuore.
La mia casa me la sono costruita con tanta sofferenza.
Ho imparato a bastare a me stessa,anche se adoro stare in compagnia di alcune persone con le quali mi sento di poter condividere idee e momenti di leggerezza.
A volte poi si istaurano dei rapporti fatti di condivisione e feeling,di amicizia e forse qualche cosa di piu’ dove non è sempre necessaria la presenza , ma se ci penso dico a me stessa:
Sai ,oggi, mi sono sentita a casa.
Pero’ una casa nuova me la dovro’ pur  trovare prima o poi.
Pensavo alle rondini che migrano alla fine dell’estate e vanno a raggiungere i loro nidi lontani ,magari dall’altra parte della terra.
A volte mi sento come loro.
Le case delle rondini si chiamano nidi.
Mi ricordo le immagini dei disegni dei bambini delle elementari.
Chi non ha mai disegnato un nido con i piccoli  dentro?
Pensando a questo ecco…a me non seve un nido .
A me forse  serve una cuccia.
Doppia naturalmente, per me e Kira.

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3 thoughts on “A house is not a home”

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