Con un po’ di sole sbocciano le violette…

viole

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Amour

Ho trovato questa bellissima poesia .Si è parlato di un film “Amour” che parla  di un amore che va oltre le difficotà della vita. Io ne so qualche cosa,come si puo’ leggere qui ,tra le righe dei miei post.

Oggi non  ho potuto vincere il desiderio di postare queste parole non mie ,ma che sento molto vicino a me.

Credevo di essere la sola a pensare che di notte qualcuno venisse ad accarezzarmi la mano . Ma non è cosi’.

Potrebbe essere stato il mio cane? ..si potrebbe essere. Ma anche i miei cari che se ne sono andati proprio un anno fa.Non ha importanza chi o se .

In un certo senso oggi celebriamo la fine della morte.Io voglio crederci.

Una serena Pasqua a tutti.

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  • UN ANGELO
    Ero vicino al tuo letto la scorsa notte.
    Ero venuto a dare un’occhiata.
    Ho visto che stavi piangendo
    e non riuscivi a prendere sonno.
    Ho uggiolato piano piano quando hai
    asciugato una lacrima dal tuo viso,
    ” Sono io,non ti ho lasciata, e’ tutto a
    posto, sto bene, sono qui “.
    Ero vicino a te a colazione, e ti ho
    guardata versare il caffè,
    stavi pensando a quante volte le tue
    mani mi avevano accarezzato.
    Ero con te nei negozi oggi, le tue braccia
    erano doloranti ,”
    ed io avrei voluto portare i tuoi pacchi,
    ma non ho potuto
    Ero con te oggi quando sei andata
    alla mia tomba,
    te ne prendi cura con molto amore.
    Voglio rassicurarti, io non sono là .
    Ho camminato con te per la casa mentre
    cercavi le tue chiavi,
    ti ho toccata con la zampa, ho sorriso e
    ti ho detto .”Sono io”.
    Sembravi molto stanca e triste seduta
    su quella sedia,
    ed io ho cercato con tutte le mie forze
    di farti sentire che ero lì, vicino a te.
    Per me e’ possibile starti cosi vicino,
    sempre.
    e dirti :”Non me ne sono mai andato “.
    Eri seduta tranquilla, poi hai sorriso,
    penso che tu sapessi….
    che, nella quiete della sera, io ero
    molto vicino a te.
    Il giorno e’ finito…,
    sorrido e ti guardo sbadigliare,e ti dico :
    ” Buonanotte, che il Signore ti benedica,
    ci vediamo domattina”.
    E quando arriverà il momento
    in cui tu attraverserai il breve spazio che ci divide,
    io ti correrò incontro per darti il benvenuto,
    e resteremo fianco a fianco.
    Ho molte cose da mostrarti,
    e ci sono molte cose da vedere per te.
    Sii paziente, arriva fino alla fine del tuo viaggio…
    e poi vieni a casa,
    vieni da me.

Il pittore e il pesce

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E’ arrivato Nemo …il  pesce che mi aiuta a dipingela la  vita.

001. Il pittore e il pesce: la poesia di Carver

Il pittore e il pesce
di Raymond Carver
traduzione di Riccardo Duranti

Tutto il giorno aveva lavorato come un treno.
Dipingeva per dipingere, sul serio, le pennellate
una dietro l’altra come una macchina. Poi fece uno squillo
a casa. E questo fu quanto. Fine della storia,
aveva detto lei. Lui tremava come una foglia. E ricominciò
a fumare. Si sdraiò un po’ ma poi si rialzò,
subito. Come faceva a dormire se la sua compagna lo sbeffeggiava
dicendo che il tempo stava per finire? Andò in macchina
fino in città. Ma non per bere.
No, fece due passi. Passò accanto a una segheria
chiamata «La segheria». Odore di legname
appena tagliato, luci dappertutto, uomini che guidavano
furgoncini ed elevatori, che si davano un gran da fare.
Legname ammucchiato fino al soffitto del magazzino,
lo stridere e lo sferragliare del macchinario. Abbastanza
facile da ricordare, pensò lui. Continuò
a camminare, ora pioveva, una pioggia leggera che vuole
fare il possibile per non dare troppo fastidio
a nessuno e chiede in cambio solo
che non la si dimentichi. Il pittore
si tirò su il bavero e disse tra sé e sé
che non se ne sarebbe dimenticato. Arrivò davanti a un edificio illuminato
dove, in una stanza, c’erano degli uomini che giocavano
a carte attorno a un grande tavolo. Un tizio
con il berretto stava alla finestra e guardava
fuori tra la pioggia mentre fumava
la pipa. Anche quella era un’immagine che non
voleva dimenticare, ma poi
al pensiero seguente si strinse
nelle spalle. A che serviva?

Continuò a camminare finché arrivò al pontile
con i suoi piloni mezzi marci. La pioggia cadeva
più forte ora. Sibilava quando colpiva
l’acqua. I lampi andavano e venivano.
I lampi scoccavano nel cielo
come ricordi, come rivelazioni. Proprio
quando era sul punto di disperare,
un pesce saltò fuori dall’acqua
scura sotto il pontile e ricadde in acqua
e poi venne su di nuovo come una saetta
per ergersi sulla coda e scrollarsi tutto!
Il pittore poteva a stento credere
ai suoi occhi, alle sue orecchie! Aveva appena
avuto un segno – anche se la fede non c’entrava
niente. La bocca gli si spalancò
di colpo. Quando raggiunse casa
aveva smesso di fumare e raccolse
Ii pennello. Era pronto a ricominciare,
ma non sapeva se una sola
tela sarebbe bastata per contenere tutto. Non
importa. Avrebbe continuato
su un’altra tela, se necessario.
O tutto o niente. Lampi, acqua,
pesce, sigarette, carte, macchinari,
il cuore umano, quel vecchio porto.
Anche le labbra della donna contro
il ricevitore, anche quelle.
Le sue labbra arricciate.

Tratto da: Orientarsi con le stelle. Tutte le poesie, trad. Riccardo Duranti, minimum fax 2006.

Auguri Papà!

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Ovunque tu sia sappi che sei stato il migliore dei papà…Auguri papà.

Io oggi faccio le Zeppole per papà con qualche lacrima saranno condite.Ma papà si chiamava Giuseppe e se fosse stato ancora qui sarebbe stato contento vedermi fare qualche cosa per lui.Era una persona molto riservata .Aveva una specie di timidezza nei confronti dei suoi stessi sentimenti.Li teneva per lui e non è mai stato capace neppure di dimostrare il suo grande amore verso di me se non negli ultimi anni della sua vita.Ricordo il suo sorriso ,quando mi vedeva entrare nella sua stanza di ospedale e con un filo di voce mi sussurrave : è sempre bello quando ti vedo.Mi chiedeva di mamma e sapendo che dovevo dividermi tra lei e lui ha fatto di tutto ,fino alla fine, per essere forte e autonomo . Papà oggi ti pensero’ tanto e regalero’ tutte le zeppole che usciranno dal mio forno a tutti coloro che dopo di voi non mi hanno fatto sentire sola.Pensando a te.La tu Lauretta.