L’essenziale

L'essenziale 1

 

 

 

La storia che ho narrato benché finta

può ben raffigurare il maleficio

di noi che esercitiamo il mestiere

di trasformare in parole la nostra vita.

Si perde sempre l’essenziale. E’ una

legge di ogni parola intorno al nume.

Non saprà eluderla questo riassunto

della mia lunga relazione con la luna”

 

(tratto da “La Luna”, Poesie (1923-1976), Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 2004)
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L’ultimo caldo d’autunno

L’ultimo caldo d’autunno

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Oggi sento caldo.

C’è afa dalle mie parti.Pero’il cielo è leggermente offuscato.

Lo sappiamo, tra qualche giorno cominceranno le piogge,le giornate uggiose,la nebbia.

Ieri sono andate a comprare i colori ad olio.

Non so dipingere ,ma vorrei fare qualche ritocco ad olio sulle mie tele tratte dalle fotografie.

Ho comperato i colori base,qualche pennello,una spatolina e l’acqua ragia. Una piccolissima tavolozza.

Chissà cosa saro’ capace di fare. Sarà una scoperta anche per me.

C’è una cosa pero’,io già vedo davanti agli occhi cosa vorrei fare. Dei piccoli ritocchi di colore per rendere vive le immagini che creo.

Penso che l’autunno, nonostante tutto sarà interessante.

Ps. vedo tutto come se fosse in un sogno.Non realizzo che sia realtà.

Forse vivo in una città immaginaria,in un mondo inesistente…ed io sono ancora viva???

 

Train de vie

Sembra che una parte della mia vita sia compiuta.

E’ come se fossi arrivata all’ultima stazione del viaggio.

fior di loto 60 x53 300px con firmajpgSto iniziando un nuovo viaggio.

Non so dove mi porterà ma credo  sia giusto decidere di fare le valigie e partire.

Per il momento mi sto incamminando su un piccolo sentiero che il destino mi ha indicato.

Con le immagini e le fotografie da me elaborate sto facendo piccole mostre .

Il 4 Ottobre sono stata invitata ad esporre  all’Autunno Pavese  .

E questo è già per me  una grande soddisfazione.

Vi invito quindi tutti a visitare il mio sito

http://dianebonjourartstudio.com

Tranquillità

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Ciao mamma e papà,

ieri ho avuto una sensazione strana.

Stavo uscendo per delle commissioni in mattinata e come sempre mi capita quando esco di casa pensavo a voi. Mi era rimasto  fino a ieri mattina da quando non ci siete piu’ qui con me sulla Terra ,un senso di disagio,quando chiudevo casa. Come mi succedeva quando uscivo e vi lasciavo da soli avevo sempre paura che aveste bisogno di me durante la mia assenza.Ero angosciata dal timore che vi succedesse qualcosa. Cosi’ ero sempre in affanno. E questa cosa mi era rimasta ancora fino a pochissimo tempo fa. Forse fino a ieri mattina. All’imprivviso ho sentito in me un senso di pace. Come se una voce interna mi dicesse. Vai tranquilla ,stiamo bene ora …

La mia valle

 

Sentiero
E’ bello camminare lungo il torrente:
non si sentono i passi, non sembra
di andare via.
Dall’alto del sentiero si vede la valle
e cime lontane ai margini
della pianura, come pallidi scogli
in riva a una rada – Si pensa
com’è bella, com’è dolce la terra
quando s’attarda a sognare
il suo tramonto
con lunghe ombre azzurre di monti
a lato – Si cammina lungo il torrente:
c’è un gran canto che assorda
la malinconia –

Antonia Pozzi

Immagini i miei ricordi..la mia vita

La vita  che piano piano si  compie. Ed io sono stupita., emozionata nel vedere queste immagini che rappresentano i momenti miei piu’ intimi . Immagini che mi hanno colpita ed emozionata mentre cercavo di superare momenti difficilissimi.

Cercavo di sopravvivere.

Un fiore,il fiume, l’acqua, l’intimità di una passeggiata nelle vie piu’ strette della città,la neve, la chiesa dietro casa, volti di donna la cui storia ho visto nei film  nottetempo quando non riuscivo a dormire, un cesto di fiori ,la finestra e lo scorcio di un parco a pochi passi da casa tutto fotografato quasi rubando il tempo alla vita stessa , per ritrovare attraverso i colori e le immagini la voglia di andare avanti, di vivere e suerare momenti incredibilemente complicati.

E da tutto cio’ forse l’origine della mia rinascita.

Fatto

Ho preso coraggio e ho fatto stampare su tela il mio primo lavoro di arte contemporanea.

Fotografia scattata con una macchina fotografica Zeiss   degli anni 50 circa venti anni fa , a sua volta fotografata con una macchina digitale e poi elaborata con Photoschop per farla diventare un quadretto quasi impressionista.

Il risultato è questo.

il primo quadro   La Zelata

Vivere come in una bolla di sapone

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Carissimi mamma e papà
è da tanto che non vi scrivo.
E si, è vero, il tempo lenisce piano piano i grandi dolori e poi si impara anche a convivere con la solitudine.
Pero’ devo dirvi che io non amo particolarmente la solitudine.
Cio’ che apprezzo di piu’ di questo mia nuova vita è la libertà.
E’ una grande fortuna essere liberi. Io credo di essermi meritato questo status quo.
La vita ha le sue regole ed in fondo fa di noi cio’ che vuole.
Ora è il momento di pensare a me’ stessa. Fare cose che mi piacciono.
Vivere come in una bolla di sapone.
Navigo dentro a questa bolla come fosse la mia nave.
Mi lascio trasportare ma so anche che c’è un senso in tutto questo.
Sento comunque una forza nuova dentro di me.
Qualcosa mi dice che devo stare il piu’ possibile tra le persone. Conoscere gente nuova,Che non rappresenti piu’ il passato.
C’è come una invisibile calamita che mi guida.
Non so cosa sia. Navigo a vista sospinta da quel venticello leggero.
Ci deve essere un disegno di Dio anche in questo mio nuovo modo di sentire e poichè io credo ,ho fiducia.
Non voglio farmi sopraffare dalla malinconia ,dal pensiero ossessionante del passato.
E’ come se nel futuro ci fosse annidata una piccola felicità che io ho il compito di cercare da sola.
Non credo che tutto avvenga con la bacchetta magica. Non ci sono miracoli.
Ma credo che se continuo a cercare con calma ,senza affanno, ma con tenacia, prima o poi trovero’ cio’ che cerco.

Pero’ ho messo anche in conto che dietro l’angolo non ci sia proprio nulla.