Caro papà

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Caro papà,

sono passati due anni ed in questi giorni continuo a pensare a quei tristissimi momenti .

Ti ho lasciato solo proprio in quelle tue ultimissime ore.Mamma era peggiorata ed io non sapevo piu’ decidere dove fosse meglio essere.

Accanto a te o accanto alla mamma.

Non avevo piu’ forze e non sono riuscita a starti accanto in quei giorni in cui tu ,anche se non potevi ne’ vedermi ne’ sentire la mia presenza,te ne stavi andando piano piano.

Poi ,una telefonata dall’ospedale ed io ho cominciato quel viaggio nel vuoto che non ho ancora finito.

Credo che non avrà mai fine questo viaggio poichè il vuoto che avete lasciato tu e mamma non potrà essere colmato.

Io, che mi sentivo un albero ,dalle radici profonde e forti,  mi sono sentita un ramoscello.

A quell’albero la vita ha tagliato le radici piu’ profonde e quel bellissimo tronco si è trasformato in una zattera.

Non navigo in acque profonde ,vedo la riva, vedo le luci del mondo ,ne sento le voci , ma continuo a sentirmi lontana e quando ci penso, credo di sentirmi bene quando sono sola .

Nulla mi vieta di tornare a riva ma credo di non avere ancora trovato una motivazione giusta per decidere di cambiare.

Mi sono fissata una specie di traguardo e tra qulche giorno ,qualche settimana,partiro’ per cercare di capire se la mia strada è quella giusta o se sono solo illusioni.

Confesso che non desidero cosi’ fortemente partire.Non mi interessa poi cosi’ tanto cosa possano pensare gli altri di cio’ che ho scritto o rielaborato con le mie fotografie.Ma ci andro’ e anche se sono abituatata a guardare avanti questa volta sarò presente fisicamente ma lascero’ il mio cuore sulla mia  zattera .

Lo so ,non è da me, ma sento cosi’, e credo che andro’ dove mi porterà il mio cuore perchè lui batte ancora.

Lentamente

Lentamente scivolo su un tappeto di rose
Sento il profumo leggero dei fiori
Guardo il cielo
e nulla mi appare come credevo
Un mondo nuovo
Che non conosco
Barcollo
Profuga da una vita vissuta
il mio vascello ondeggia
La calma di vento poi mi coglie all’improvviso
e l’unico desiderio
è rimanere a ondeggiare lentamente
su una piccola zattera
senza più’ rivedere la terra
Giocherò’ con i pesci e gli uccelli
parlerò’ con Dio
e pensero’ a te
che non mi hai voluto baciare

 

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POP ART E IMPRESSIONISMO

La Zelata

Se Manet fosse nato ai giorni nostri probabilmente avrebbe usato un iPad

Se Manet fosse nato ai giorni nostri probabilmente avrebbe usato un iPad. Lo ha dichiarato di recente in un intervista l’artista contemporaneo David Hockney, che ha molto in comune con la pitturadell’impressionista francese. Hockney ha “impressionato”(èil caso di dirlo) il pubblico della Royal Accademy of Arts di Londra creando unamostra di oltre 150 quadri, dall’inizio dalla sua carriera fino alle ultime realizzazioni. Un tripudio di paesaggi naturali, di erba, rami, foglie, alberi. Un esplosione di natura “viva”.

Ma cosa è straordinario in questo artista ? Hockney , oltre che, a quasi 75 anni, fa opere d’arte con un tablet( mentre io a 26 in questo momento sto litigando con il programma di scrittura di open office), è riuscito, anche, a confondere la maggior parte degli osservatori che cercavano tra le tante opere d’arte quelle 51 più recenti eseguite interamente con l’iPad, e in pochi sono riusciti a identificarle senza ricevere precise indicazioni. La differenza tra gli oli su tela e le stampe digitali è veramente minima. Quadri en-plain-air con strumenti decisamente “popular” e all’avanguardia.

Il risultato: Un connubio perfetto tra pop-art e impressionismo.

Per capire l’idea alla base di David Hockney bisogna fare un parallelismo tra la pittura e la fotografia. La fotografia non riesce a cogliere tutte le sfumature emotive che un pittore può svelare in un dipinto, ma la macchina fotografica ha la comodità di essere a portata di mano, e riesce cogliere l’attimo preciso. Le tele e i pennelli non si possono portare sempre con sé, e a volte si perdono attimi irripetibili che la memoria non sempre riesce a fotografare.

Hockney non si vuole privare, come lui stesso afferma, di questi importantissimi attimi di ispirazione. Utilizza un’app di disegno che è sempre a portata di mano, pronta come una tavolozza di colori, come una tela su un piedistallo, ma in un formato sicuramente più tascabile.

Già nel 1991 disegnò opere con Apple Macintosh, all’epoca però la tecnologia era molto più lenta della mano, e Hockney ha dovuto, pazientemente, aspettare gli anni del nuovo millennio per poter usufruire in pieno del potenziale digitale, con il quale ora invece lavora quotidianamente.

Di recente le opere sono state esposte dal 15 maggio al 30 settembre al Museo Guggenheim di Bilbao,e dal 29 ottobre 2012 al 4 febbraio 2013 saranno visitabili al Museo Ludwig di Colonia

Stiamo effettivamente osservando ad un’evoluzione della pop art, diversa da come la ricordiamo in Andy Warhol. Ora si evolve verso la “digital-art” grazie all’avvento dei nuovi strumenti come l’iPad, che forse all’inizio non erano concepiti per fare arte, ma “solo” ( si fa per dire ) per comunicare. Ma cos’è l’arte se non un espressione comunicativa dell’animo umano.

Verrebbe però da porsi una domana. Cos’è l’arte: L’opera o il mezzo ?

Se è l’opera, non ci dovrebbe interessare come Hockney ha realizzato le sue opere, l’importante è il risultato e ciò che ci trasmette ( indifferentemente che sia quadro o stampa digitale ) . Se fosse il mezzo a incuriosirci, non ci sarebbe bisogno di andare a una mostra di arte digitale, basta comprarsi un iPad per provare a sperimentare noi stessi .

Un altro paradosso dell’arte contemporanea? Come se già non ne avessimo abbastanza.

In una affollata e contemporanea torre di babele, dove le immagini si sono sostituite alle parole, la pop art e la digital art scorrono a grandi velocità sulle nostre televisioni, pc e tablet. In questo scenario, sicuramente, è vero che si contempla più spesso il “come?” di un’opera, e sempre più in pochi si chiedono il “perché?”. La contemplazione dell’arte è diventata una perdita di tempo.

Forse Hockney portandoci alla Royal Accademy of Arts di Londra voleva dirci proprio questo. Ci ha attirato con l’inganno. Furbescamente ha inserito opere ad olio su tela con le opere digitali nella stessa galleria. Come a dirci: non c’è differenza. L’arte si deve contemplare, non capire come sia stata fatta o con quale programma sia stata elaborata, quella è semplicemente tecnica. Bisogna osservarla per quella che è. E la sua essenza di certo trascende dal come, o se no, è evidente, che tutti quelli che possiedono un iPad sarebbero, in potenza, degli artisti. E questo è sicuramente falso.

Aforisma di Manet

Tratto da qui:

http://miniverit.com/2012/10/18/se-manet-fosse-nato-ai-giorni-nostri-probabilmente-avrebbe-usato-un-ipad/

Il Libro..La mia sottilissima pelle

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La mia sottilissima pelle by di Diane Bonjour

|Qui ho raccolto buona parte di cio’ che ho scritto su questo blog.
Momenti difficili ed indimenticabili.
Non è,la mia,una forma di esibizionismo.
Questo libro rappresenta la parte reale dei miei ultimi cinque anni che, se non fosse per queste mie parole rimaste,  potrei dire che sono sfumati ,quasi come neve che si scioglie al sole.
Purtroppo accudire persone anziane si sa, rappresenta una lotta impari.
Alla fine l’epilogo è scontato.
Ed ora, che sono quasi passati due anni (che a me sembrano invece pochissime ore) sento che non mi è rimasto piu’ nulla.
Un vuoto indescrivibile che mi ha portato a desiderare di trasformare cio’ che ho scritto in un libro che possa tenere tra le mani e
che mi faccia compagnia.
Grazie a color che volessero leggerlo.
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La mia sottilissima pelle by di Diane Bonjour
|
Poesie

Questa invece è una raccolta di poesie che ,appunto, ho selezionato dal libro precedente.
Grazie a Tutti!!!

Ritorno a casa

specchioJack Vettriano

Ritorno a casa

E’ notte.
Apro la porta nel silenzio.
Sfilo il guanto piano piano.
Poi il cappotto,le scarpe .
 Davanti allo specchio vedo il mio viso riflesso.
Sento il tepore di casa mia.
Sfilo lentamente  il  tubino nero semplicissimo.
 Davanti allo specchio osservo la mia immagine,
e ,mentre scopro la mia sottilissima pelle,
 finalmente riconosco la mia anima.
Nuda.

Cos’ è la creatività?

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In attesa della Prima Biennale della Creatività di Verona mi chiedo:
 cos’è in fondo la creatività?
Io credo sia esprimere se’ stessi poeticamente anche dipingendo il mare in cucina o credendo di elevare la propria anima pregando in silenzio mentre attorno si scorgono mille sfumature di grigio:

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Dipingo casa con sogni e desideri
Cambio i colori,
 vorrei anche buttare giu’ qualche muro.
 Ma impossibile.
Il piano regolatore del destino dice:

Non si puo’.

Si tira avanti cosi’. Forza… coraggio.
 Io adoro i cambiamenti.

Gli rispondo.

Dammi solo una piccola opportunità.
 Oppure.

Dimmi.

Il mare in cucina lo posso dipingere?

Io parlo da sola

Io parlo da sola

Cari mamma e papà,
la domenica mattina è un momento particolare,per me.Lo è sempre stato.Fin da piccola ,ricordo che era l’unico momento in cui ci si ritrovava tutti assieme.
Durante la settimana era veramente impossibile. Il lavoro e gli impegni di ognuno di noi cominciavano e dividerci dal lunedi’ fino al sabato.
Ecco perchè la domenica mattina è diventata per me un momento di intimità.
Ora che sono sola e non c’è piu’ nessuno attorno a me mi viene voglia di scrivere .
Forse per non sentirmi sola. Forse anche perchè in fondo nel mondo in cui stiamo vivendo non si trovano piu’ quei momenti di profonda amicizia e sintonia.
Oggi  tutto dura il tempo di un sospiro.
Piccoli scatti ,fugaci momenti,un carpe diem che ci assilla.
Le cose vere pero’ non avvengono mai all’improvviso.
Il tempo  oggi come allora consolida i sentimenti ,e forse nessuno ha piu’ il tempo di aspettare.
Tutto e subito. E se per te non va bene stai pur certo che in poco tempo ti sostituiscono.
In poco tempo ti dimenticano.
Io invece non dimentico.

Libertà

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Il tempo passa e sempre piu’ riscopro me stessa.
La solitudine non è certo bella ,ma una cosa positiva ce l’ha : ti permette di vivere la tua vita senza ostacoli.
E’ come un cavallo al galoppo.
Tu cerchi di dominarlo con le briglie ,ma se vuole correre è meglio che tu lo lasci libero di correre.
Io immagino me stessa e la mia nuova vita come un cavallo che corre.
Trovarsi ogni giorni di fronte a se’ stessi ed ogni giorno decidere cosa sia meglio fare ,senza che nessuno possa interferire ,è cio’ che tutti definiscono “libertà”.
Ne ho sempre sentito parlare ma non sono mai stata di fatto libera.I miei genitori ,con tutto il rispetto e l’amore  che sento per loro,sono stati per me un grandissmo freno.
Comunque oggi posso dire che anche la libertà non è facile da gestire.
Occore conoscere molto bene se’ stessi ,avere una mente lucida,non essere particolarmente emotivi.
E’ come dover affrontare tutti i giorni una partita.
E non tutti i giorni sei vincente.

Afferma Isaiah Berlin:
«L’essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare, di schierarti per le tue convinzioni per il solo fatto che sono tue. La vera libertà è questa, e senza di essa non c’è mai libertà, di nessun genere, e nemmeno l’illusione di averla»

Caro,vecchio 2013

Caro, vecchio 2013,
Ho messo via tutti gli addobbi natalizi ,pochi peraltro, e ho trovato anche il coraggio di deporre in un luogo sicuro i giochini di Kira.(tesoro non ti preoccupare tu sei sempre con me ,comunque ed in ogni luogo)…ciao 2013 sei finito …un po’ mi dispiace sai. Man mano che passa il tempo mi accorgo che mi allontano sempre piu’ dalla mia vita passata e devo ricostruirne una nuova piena di incognite di piccoli incubi di tanta solitudine e pochissime certezze.Un po’ questo 2014 mi fa paura.Ma io ho sempre un po’ di paura. Dovro’ recuperare la scopa della Befana per scacciare la paura ..lo so…è il primo compito che mi sono ripromessa di attuare.Devo trovare le forze per uscire dal guscio ,viaggiare … e che cavolo!!!Svegliaaaaaaaa!!!

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