Route 66

route 66

Route 66

Il caffè
il colore rosa del mattino
le ore piccole della notte
e il mio amore immenso
in una lattina di coca cola
gettata sulla Route 66

D.B.

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My Life

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My Life

Due anni sono passati ed io certo ho dovuto imparare molto .
Sopratutto ho dovuto imparare a vivere.
Credo di non avere mai vissuto veramente prima che morissero i miei genitori.
Era come essere sempre sotto una campana di vetro.
Mi sembrava di essere forte,ma forse era solo un’illusione.
Non ero forte, come non lo sono ora.
La mia vita non è affatto facile.
Ogni giorno mi scontro con la mia solitudine .Ci vuole forza d’animo per superare i momenti
difficili di sconforto .
Ma poi penso che ci deve essere una strada per essere ancora felice.
Purtroppo non ci sono Agenzie di viaggio che mi possano organizzare l’ itinerario giusto per raggiungere quel luogo.
Molte cose ho proprio dimenticato di come si facciano.
Praticamente devo ricominciare tutto da capo, e a volte non so proprio come afferrare il bandolo della matassa.
Come oggi.

Una piccola storia

Una piccola storia.

Una piccola storia.

Quando papà fu ricoverato due anni fa circa, mamma ormai non si accorse di nulla.
Solo ogni tanto ,quando la malattia le lasciava ancora un po’ di spazio per ricordare ,mi chiedeva di lui.
Forse sentiva la sua mancanza solo perchè lui, per farle sentire il suo affetto ,la teneva sempre per mano e le mancava quel contatto fisico che le faceva bene.
Mamma allora mi chiedeva di sederle accanto e di darle la mano..
Credo che rimasi accanto a lei il piu’ possibile per almeno quattro mesi, mano nella mano.
Facevamo discorsi strani che solo io e lei potevamo capire.
Mi ricordo che attaccai all’abatjour, che ci faceva luce anche nelle ore notturne, un piccolo pupazzetto di legno . Forse uno dei miei giochetti da piccola.
Le dissi , guarda mamma papà è qui con noi.
E lei sorrideva …sembrava felice.
Papà mori’ e lei non se ne accorse.
Poi quando ,dopo un paio di mesi,anche mamma se ne ando’ attaccai la compagna di quel pupazzetto dell’altra parte dell’abtjour.
Ora sono loro a fare compagnia a me.

AUGURI    PAPA’

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Marzo pazzerello

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Questo mese di marzo è davvero pazzerello.
Pioggia e caldo e …tanti pensieri nella testa che girano come aeroplanini
Tutti i semi e i bulbi che ho piantato sul balcone vorrebbero sbocciare.
Ma anche loro stentano a capire .
Siamo tutti quanti un po’ sconvolti dalle stagioni e da cio’ che ci gira attorno.
Non credo di capire bene  in che mondo siamo finiti.
Carissimi mamma e papà, penso davvero che non vi siate persi nulla.
Gli anni migliori li abbiamo vissuti ,ora sono rimasti solo i ricordi  e l’impossibilità
di tornare a quei tempi .
Non sono mai stati tempi facilissimi per noi.
Io li ricordo con serenità.
Ma non posso non pensare alla vita che oggi vivo e a quella che ci aspetta nel futuro.
E non ho delle buone previsioni.
Sono confusa e non credo di esserlo solo io.
I miei progetti continuano quasi da soli. Accadono cose che non avrei mai immaginato
e di questo sono felice ….