Il Naufragio dell’Italia

Naufragio

Il Naufragio dell’Italia

Olio su tela

Debito pubblico ,Roma,Migranti,Pensionati,Nuovi Poveri.
Io senza essere catastrofista la vedo molto dura.
Tra poco a mare ci saremo noi Italiani e non so se ci sarà qualcuno dall’Europa che verrà a salvarci.
L’UE erge i muri ai nostri confini poichè oramai sa che è l’Italia la prima regione Africana. Noi abbiamo scelto di lasciare fare ai buonisti ,al Vaticano a tutti coloro che hanno anche interesse che l’Italia naufraghi, e cosi’ siamo stati invasi.
Non illudetevi ,nessuno ci aiuterà. Anche senza avere una vera guerra faremo come i Siriani. Saremo costretti a scappare di qua per sopravvivere.

Spero di sbagliarmi.

Ma di solito non sbaglio .

 

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Accendimi

L’autunno comincia a fare i suoi effetti.
Forse un poco di malinconia per un altro anno che sta finendo e questo incombente senso di inutilità che ci regala a volte il nostro essere donne non piu’ cosi’ giovani …e nemmeno cosi’ vecchie.
Qui ci vorrebbe davvero una botta di vita.


Accendimi
come fai con la candela
quando manca la luce .
Anche solo per un attimo
fammi sentire come quella piccola fiammella
che tremolando cammina nel buio
tra le tue mani.

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A proposito di accoglienza

13 Settembre 2015

Circa un anno fa …ma oggi è ancora peggio…

 

Ieri un ragazzo nero mi ha obbligata a dargli 1 euro non per altro..perche’ ‘sono nero’ insisteva e insisteva non poco. Sono entrata in un negozio di pizza al trancio e lui mi ha seguita dicendo…dammi 1 euro.
Io gli ho offerto non 1 ma tutti I tranci di pizza che voleva.
Lui insisteva…dammi 1 euro non voglio la pizza.
Alla fine gli ho dato 1 euro
Non so come sarebbe finita se non glielo avessi dato.
I ragazzi della pizzeria hanno assistito ad occhi bassi senza dire una parola.
Alla fine ho pensato…la prepotenza vince sempre non importa di che colore sei.
Ho pensato poi che tutte le parole che sento sull’ accoglienza non mi fanno un baffo.
Che tutti neri e bianchi imparino prima l’ educazione.
Ma pare che anche questa non sia piu’ importante.

Jasmine

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Mi sto concentrando sul soggetto del mio nuovo quadro . Il titolo è “Jasmine” ed è la storia di una donna che fugge dalla Germania dove è vissuta da sempre per arrivare nel bel mezzo di un deserto in Australia.
Accanto all’unica pompa di benzina c’è un piccolo motel dove troverà ciò che cercava.

E’ una storia che mi appassiona e che ho tratto da un film che vidi molti anni fa.

Me lo ricordo vagamente ma è stato un po’ il” Life motiv “dell’estate appena trascorsa.

Il tema non era propriamente il viaggio ma forse il contrario.

E’ scegliere un’opera d’arte, andare dove è esposta e guardarla per tre ore intere. Se questo non vi terrorizza almeno un po’, ho il sospetto che non siate normali: in quest’epoca veloce e impaziente, il solo pensiero è sufficiente a renderci irritabili e irrequieti.

Io invece ho resistito  e sono cosi’ riuscita a guardarmi cosi’ in fondo che mi sono stupita pure io di quanto possa essere utile questo esercizio.

La farina non è del mio sacco ma l’ho prelevata da questo articolo

http://www.internazionale.it/opinione/oliver-burkeman/2015/08/25/pazienza-sovversiva

Interessante e anche molto fuori dagli schemi.

Jasmine intanto è in fase di lavorazione.

 

Amelia e il nostro futuro prossimo

 

Ma a cosa serviranno allora tutti gli immigrati se di bassa manovalanza non ne avremo piu’ bisogno tra pochissimo?
Se non avranno lavoro allora dovremo solo mantenerli?
E’ una semplice domanda che mi sono fatta dopo avere visto #PresaDiretta#Rai3 ieri sera.

E noi come potremo organizzare il nostro lavoro da Italiani e perchè nessuno dei nostri politici se ne preoccupa ?

#CharlieHedbo

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L’Italia dei pusillanimi.

La nostra immagine ,non solo in Francia, è questa ..e non è colpa loro.

Qualcosa in 40 anni della nostra storia è andata storta.
Circa 30 anni fa ero a Monaco di Baviera per una Fiera organizzata appositamente per i prodotti della Lombardia.
La sera andavamo fuori a cena con l’allora direttore della Camera di Commercio e devo dire che piu’ di una volta mi sono sentita amareggiata da certi atteggiamenti che i tedeschi assumevano verso di noi Italiani.Del Tipo..prima di uscire dal ristorante dovevamo dimostrare senza mezzi termini di non avere preso indebitamente souvenirs di vario genere.
Io l’ho trovato estremamente offensivo…e pare che nulla sia cambiato da allora. Ma è anche colpa nostra perchè quando loro vengono in Italia e fanno quello che fanno..lo sappiamo bene…non diciamo niente. Come se qui fosse tutto permesso.
E questo è infinitamente sbagliato.