Il cagnolino Dario

Una domenica di giugno .
Una domenica calda prima ancora di essere veramente estate.
Tutto scorre . Tutto va.
Ma questa mattina non è stato il caffe’ o qualche sorriso tra la gente a farmi sentire bene.
Vi verrà da ridere ma è stato il cagnolino Dario.
Una storiella qualunque che potrebbe essere intesa da alcuni come una banalità ma i bambini nella loro ingenuità sanno toccare il cuore. Almeno il mio.
Sempre.
Prima di tutto un caffe’ …mi sono detta e sempre la mia usuale fermata al Melo.
Un deca un po’ lungo grazie… Maurizio.
Mentre aspetto mi volto dalla parte dei tavoli e vedo una bambina , avrà avuto 5 anni. che portava a spasso il suo cagnolino di legno . Un giocattolo moderno con le ruote ma lei se lop portava come fosse un vero cagnolino.
Mi è venuto d’istinto e le ho detto. Ma come è bello. Come si chiama?
Dario…mi ha risposto..
La mia mente ha cominciato a vagare.
Ho pensato a Kira a miei felici momenti con lei.
Anche questo è finito. Tutto finisce.
Ma quasi, ho pensato ,me lo faccio anch’ io un cagnolino di legno….almeno potro’ portarmelo sempre con me.
E poi ho pensato al nome che quella bambina ha dato a quel cagnolino. Dario. Chissà che dolce storia c’è dietro a quel nome.
Se potessi portarmi a spasso anch’io un cagnolino di legno con le ruote lo chiamerei:”Vitabella”

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L’uomo di Alcatraz e L’uccellino

Per andare avanti ogni tanto  dobbiamo guardare indietro.

Non saremmo quello che siamo se non avessimo una nostra storia.

Ricordando ,sono capitata per caso qui :

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Il sogno piu’ grande della mia vita è sempre stato quello di crearmi un nido
Non so come sia stato che non ci sia riuscita.
Ho scoperto con il tempo che il nido è insito nella nostra anima.
La libertà è il contrario di quello che si suole dire “casa”.
Alla fine, ho sempre dato la libertà piuttosto che volerla reprimere.
E cosi’ apprezzo il volo libero degli uccellini.
Come l’Uomo di Alcatraz cerco per me stessa la libertà e mi piace donarla.

Due anni dopo

E cosi’ sono già passati due anni senza Kira.
Non posso fare a  meno di pensare anche al vuoto che oltre la mancanza di Kira mi ha lasciato la perdita di mamma e papà.
Ho cercato di riempire ogni attimo ,ogni secondo della mia vita di pensieri d’amore che ho tramutato in colori e parole.
Troppo spesso le parole assumono pero’ significati diversi.Troppo spesso le parole mi coinvolgono emotivamente ,e non riesco a trovarne il vero significato.
Rivaluto i silenzi e le azioni.
Le persone che sanno dare una carezza vera.
Quelle che sentono il desiderio di esprimere affetto con un abbraccio .
E’ troppo poco parlare.
Kira,senza parlare mi diceva in ogni momento della sua giornata “ti voglio bene” “sono felice di essere accanto a te”.
Saltellava gioiosa quando passeggiavamo assieme.
In questo momento piu’ che mai vorrei che gli esseri umani le somigliassero .

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Caro,vecchio 2013

Caro, vecchio 2013,
Ho messo via tutti gli addobbi natalizi ,pochi peraltro, e ho trovato anche il coraggio di deporre in un luogo sicuro i giochini di Kira.(tesoro non ti preoccupare tu sei sempre con me ,comunque ed in ogni luogo)…ciao 2013 sei finito …un po’ mi dispiace sai. Man mano che passa il tempo mi accorgo che mi allontano sempre piu’ dalla mia vita passata e devo ricostruirne una nuova piena di incognite di piccoli incubi di tanta solitudine e pochissime certezze.Un po’ questo 2014 mi fa paura.Ma io ho sempre un po’ di paura. Dovro’ recuperare la scopa della Befana per scacciare la paura ..lo so…è il primo compito che mi sono ripromessa di attuare.Devo trovare le forze per uscire dal guscio ,viaggiare … e che cavolo!!!Svegliaaaaaaaa!!!

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Io e te

Cari mamma e papà,

ma kira è li con voi?

Ecco è questo che mi chiedo sempre.

E certe volte non capisco .

Tanti perchè.erchè perchè gli dei dell’amore sono stati cattivi  con il nostro amore?

In un’altra vita ci andrà forse meglio.

Comunque in una giornata di sole  come questa non posso che pensare a Kira.

 

 

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Nel chiuso di una stanza con la testa in vacanza

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Cari mamma e papà,
sono in vacanza.
Non fisicamente.Se vogliamo non è che sono propriamente in vacanza.La mia testa rimugina sempre.
I miei cambiamenti avvengono sempre lentamente e sempre in questo periodo.
Agosto per me segna sempre la fine di un periodo.
Non so se il periodo significa anno.
Forse non necessariamente.Sta di fatto che  è sempre stato un periodo di bilanci,di un tirare le somme ,anni fa per il lavoro ed ora applico quasi gli stessi principi nella vita.
2+2 non so se fa sempre quattro ma almeno la somma si deve avvicinare ad un certo punto di equilibrio.
Non per niente sono nata nel segno della bilancia.
Le cose non vanno benissimo nella mia vita se faccio una riflessione sincera senza ipocrisie.
Mi mancano molte cose ed a volte anche solo il coraggio per gettare via cio’ che non serve piu’ o cio’ che sento che non fa parte piu’ del mio essere.
Mi mancate voi ,naturalmente,mi manca l’affetto non solo il vostro.Forse i miei precedenti anni  li ho vissuti in un modo che si ,mi hanno fatto sentire a posto con la mia coscienza ma ,come sempre, cio’ che fa bene ad alcuni automaticamente ha fatto male ad altri.
E cosi’ ora che voi non ci siete piu’ sono rimasta sola,perchè altri hanno preso altre strade.
Quando ci penso la cosa mi fa semplicemente ribrezzo.Non ci posso credere che un’azione buona possa dare ripercussioni cosi’ negative.
Accetto.Ci sono tanti motivi che mi fanno pensare che in fondo meglio soli che male accompagnati.
E poi mi manca un cagnolino.
Sono in dubbio.Ho paura di affezzionarmi troppo e soffire.
Cerco di convincermi che un cagnolino mi farebbe bene.
Non so decidere da sola.Aspetto un segno del destino.
Per decidere immediatamente dovrei trovare un piccolo randagio per la strada che cerca casa…come me.

L’amore universale

SAM_1113L’amore universale.

Ho scoperto che anche i pesci si amano.
Si strusciano,si accarezzano,si baciano.
Avevo diviso questi due pesciolini,
ma ho avuto come un presentimento.
Loro volevano stare assieme.
Non avrei mai immaginato di vedere in quell’incontro
un’amore vero.
Ho sentito che finalmente erano felici.
E stranamente ho scoperto di quanto amore ci possa  essere
anche in un piccolo acquario.
Solo nel mondo degli umani provo disprezzo.
I pesci non parlano eppure sanno amarsi in silenzio.
Spesso gli uomini sanno solo ferire.

Il risveglio del fiume segreto

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Il titolo è lo stesso del film che potrete vedere dopo aver letto questo mio post.

I giorni passano e ed io mi sto configurando.Una donna nuova. Una persona diversa. Scopro ogni giorno qualcosa di me che prima non conoscevo.

Prima dello sterminio ,intendo.Lo chiamo sterminio l’insieme degli avvenimenti che  sono accaduti nella mia vita l’anno scorso.La perdita totale di ogni tipo di riferimento .Come mi fossi persa in una grande giungla senza la bussola.

Mi è rimasta tra le mani solo la bussola dell’anima. Quella che ti suggerisce:quando non sai cosa fare: vai dove ti porta il cuore.

E cosi’ ho vissuto questi  mesi. Facendomi trasportare dall’istinto. Dai profumi, dai ricordi.

Piano piano mi sono abituata a districarmi in quella giungla e sono sopravvissuta.

Ora basto a me stessa molto piu’ di quanto abbia mai potuto immaginare. E l’istinto mi porta verso la natura :le piante ,i fiori , gli animali ,il fiume.

Per trovare la serenità devo dare vita a questo mio desiderio giornaliero. Seminare qualche seme, vederlo crescere, e seguire i tempi delle stagioni.

Non mi interessano i luoghi che non siano i miei luoghi dell’anima. Il fiume è uno di quelli.

Ed ecco il perchè del titolo del post.

Ho scoperto in me un fiume segreto. Mi sono fatta una piccola canoa e lo sto navigando.

Fuori di me scorre un altro fiume. Il Ticino. che poi si butta nel Po il quale a sua volta va diritto verso il mare.

Vorrei che trovaste un’oretta di tempo per poter vedere questo film bellissimo.

Che mette a nudo l’anima di tante persone come me che sono nate in riva a un Fiume.

Questo film racconta un viaggio attraverso il Grande Fiume compiuto da Paolo Rumiz, insieme all’esploratrice Valentina Scaglia, e in compagnia di canoisti, barcaioli, scrittori, pescatori. Un viaggio fatto di incontri, cibo, avventure, ma che rappresenta anche la riscoperta di un corso d’acqua selvaggio, un racconto dal punto di vista della corrente che porta verso il delta e i suoi magnifici rami.
Oltre le sponde ci sono quattro regioni tra le più popolose d’Italia. Dentro il Po invece, tra i suoi grandi argini, si apre uno spazio meraviglioso, segreto, incontaminato, che sprigiona bellezza nonostante i disastri ambientali causati dall’uomo.