Eccomi

Sono tornata.

E’ passato tanto tempo ma credo di avere ancora molti amici .

 

Un abbraccio a tutti

Annunci

Gli Italiani al voto

C’è un abisso che divide gli Italiani .Quelli nutriti delle ideologie di sinistra e quindi sperano nello Stato e quelli che vanno avanti da soli senza aspettarsi aiuti statali o di altro genere.
Questi ultimi sono quelli che si alzano la mattina e pensano come fare a portarsi a casa la pagnotta.
Mentre gli altri sanno che di riffa o di raffa il 27 arriva lo stipendio …sicuramente. Almeno fino ad ora.
E sono questi ultimi che purtroppo frenanono il cambiamento di cui l’italia ha bisogno.operários, tarsila

15 Agosto 2017

Questa mattina mi sono svegliata e mentre aspettavo che il caffè bollisse ho cambiato la data sul calendario perpetuo. Martedì, 15 agosto. Non so voi, ma io a Ferragosto tendo a fare dei bilanci. Mi guardo intorno. Vedo chi c’è. Leggo i messaggi di chi mi scrive per augurarmi una buona giornata di festa. Mi preparo ad aspettare quelli che non arriveranno mai. Mi ricaccio in gola le parole che avrei detto a chi non c’è. Peso le presenze. Peso le assenze. Poi mi guardo indietro. Se sono in difficoltà, bevo un bicchiere d’acqua. Per mandare giù tutto quello che fatica ad andare giù. Ne ho passati tanti di Ferragosto da sola. Ne ricordo qualcuno molto triste . Ne ricordo altri a lavorare, per non pensare. Ne ricordo alcuni felici. Non so come ricorderò quello di oggi, perché è appena cominciato e non so prevedere cosa sarà. Però, ecco, so che non mi va più di aspettare. So che chi non c’è, è perché non vuole esserci, non perché non poteva. So che chi non scrive, è perché non mi vuole bene, non perché ha difficoltà a farlo. Oggi sarà un Ferragosto dolce. Adesso lo so. Perché l’ho appena deciso.cropped-safe_image.jpg

Il cagnolino Dario

Una domenica di giugno .
Una domenica calda prima ancora di essere veramente estate.
Tutto scorre . Tutto va.
Ma questa mattina non è stato il caffe’ o qualche sorriso tra la gente a farmi sentire bene.
Vi verrà da ridere ma è stato il cagnolino Dario.
Una storiella qualunque che potrebbe essere intesa da alcuni come una banalità ma i bambini nella loro ingenuità sanno toccare il cuore. Almeno il mio.
Sempre.
Prima di tutto un caffe’ …mi sono detta e sempre la mia usuale fermata al Melo.
Un deca un po’ lungo grazie… Maurizio.
Mentre aspetto mi volto dalla parte dei tavoli e vedo una bambina , avrà avuto 5 anni. che portava a spasso il suo cagnolino di legno . Un giocattolo moderno con le ruote ma lei se lop portava come fosse un vero cagnolino.
Mi è venuto d’istinto e le ho detto. Ma come è bello. Come si chiama?
Dario…mi ha risposto..
La mia mente ha cominciato a vagare.
Ho pensato a Kira a miei felici momenti con lei.
Anche questo è finito. Tutto finisce.
Ma quasi, ho pensato ,me lo faccio anch’ io un cagnolino di legno….almeno potro’ portarmelo sempre con me.
E poi ho pensato al nome che quella bambina ha dato a quel cagnolino. Dario. Chissà che dolce storia c’è dietro a quel nome.
Se potessi portarmi a spasso anch’io un cagnolino di legno con le ruote lo chiamerei:”Vitabella”

6348_MED