SAM_1212

 

Grazie di cuore a tutti coloro che sono venuti ieri alla Cupola Arnaboldi.Mi ha fatto un immenso piacere ricevere visite di persone che già conoscevo e anche da chi non avevo ancora conosciuto se non sul Web.
E’ stata una piacevolissima sorpresa anche scoprire che le mie poesie hanno toccato il cuore di alcune persone.
Forse è stata la sorpresa piu’ bella.
Grazie a tutti.

 

Presentazione della giornata di ieri e informale carrellata di cio’ che mi ha riempito il cuore e la mia anima in questi ultimi cinque anni.
Grazie a tutti voi e anche un po’ a me ,quella me che dentro mi incita a non mollare e che in pochi conoscono.

 

https://dianebonjourartstudio.com/2017/05/01/1209/

Annunci

Omaggio al Ticino –

579572_500689260001447_1598372499_nla fotografia è mia tradotta poeticamente

in un dipinto.

Da lunedì 5 a domenica 25 agosto 2013 la comunità di twitteratura.it e gli utenti di twitter racconteranno in 140 caratteri le Langhe di Cesare Pavese e i luoghi d’Italia che hanno nel cuore ispirandosi a Paesi tuoi, primo romanzo del grande scrittore.

http://twitteratura.it/paesi-tuoi-cesare-pavese/

“Chi può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equi­valgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di met­tere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione”. Cesare Pavese

 La Zelata

Questo è uno dei punti piu’ belli del Ticino.

Da qui partivo ogni domenica . E la barca, quella coperta dalla plastica blu ,era

la barca con la quale si andava a pescare.

Questa è una lanca dove l’acqua è calma ,ma all’uscita si imbocca subito il fiume,con una corrente molto forte.

Era sempre un’ avventura nuova.

Perchè il fiume cambia.

E bisogna essere gente di fiume per poter raggiungere certi punti davvero fantastici.

I miei genitori e i loro amici lo erano.

Giornate splendide, che io ricordo con una sorta di allegra malinconia.

Visi cotti dal sole,mani ruvide e forti.

Niente poteva farmi paura.

All’imbrunire tornavamo stanchissimi, lasciando andare la barca in favore di corrente.

Non posso dimenticare il rumore dell’acqua spostata dai remi.