Il profumo dell’Amore


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Ho sentito un profumo

lontano.

Sapeva di te.

Della tua pelle.

Delle tue parole.

Non so chi tu sia,

ma il tuo profumo mi ha inebriato.

Ho visto candele.

Ho visto stelle nel cielo.

Ho visto luci nei boschi.

Ho visto foglie cadute a terra

coprire dolori e gioie.

Nel silenzio e nella immobilità della notte,

il tuo profumo

vestiva l’oscurità.

Tu parlavi dell’Amore.

Ed io ne ho sentito il profumo.

A.L.


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Across the River

(Across the River and into the Trees)

 ERNEST HEMINGWAY

“Partirono due ore prima dell’alba, e dapprima non fu necessario spezzare il ghiaccio sul canale perchè erano già passate altre barche. In ogni barca, al buio, in modo che lo si udiva ma senza vederlo, il barcaiolo stava ritto a poppa, col lungo remo.”


E’ una semplice vocazione quella del barcaiolo,è un sentimento che entra  nel cuore fin da bambino quando  si nasce sulle sponde di un fiume.

Il sangue nelle  vene scorre come un fiume.

Il remo è l’anima che ti fa navigare nelle  acque e ti porta sempre lontano,trasportato da  una corrente infinita.

Io sono nata sul fiume.

Nella casa di legno  attraccata alla riva,seduta sulla barca ad aspettare l’imbrunire perchè è il tempo migliore per la pesca,ho

ascoltato il rumore delle acque che si confondevano con il silenzio e il cinguettio degli uccelli.

Ogni tanto un pesce  salta fuori dalla tana e si rituffa formando migliaia di mulinelli.

Giornate infinite sotto il sole cocente camminando sulla riva e trascinando la barca .

Buttare  l’ancora.

Scendere in favore di corrente al tramonto.

Tramonto sul Ticino da giaurom.

Bere nelle acque sorgive delle lanche.

Il profumo della menta.

Il tappo che affonda quando il pesce abbocca.

Anche quando non sono in barca sono sempre a prua con un lungo remo in mano, e la mente alla foce.

 

In questo preciso momento

Bellissima…

una piccola emozione!!!

Finalmente,dopo una giornata un po’ pesante mi sono fermata.

Kira dorme e tutto attorno comincia ad essere silenzio. E’ l’ora piu’ bella.

Ritrovo un po’ di tranquillità.Nessuno mi chiama. Il telefono è spento.

Che meraviglia. In questo preciso momento.

L’attesa

 

 

ATTESA

Esci dalla statale a sinistra e
scendi giù dal colle. Arrivato
in fondo, gira ancora a sinistra.
Continua sempre a sinistra. La strada
arriva a un bivio. Ancora a sinistra.
C’è un torrente, sulla sinistra.
Prosegui. Poco prima
della fine della strada incroci
un’altra strada. Prendi quella
e nessun’altra. Altrimenti
ti rovinerai la vita
per sempre. C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. E’ quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. E’ quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino a ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

 

 

 

Ravmond Carver

 


ABBRACCIO

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ABBRACCIO

Cuore nel cuore. E respiro nel respiro.
Così vicino a me, tanto da non vederti.
Oltre la tua spalla vedevo in lontananza un monte oscuro.
Ero protesa in uno slancio quasi a oltrepassarti.

Sentivo battere il cuore impazzito delle stelle.
Accoglievo il vento affannato, rivestito di foglie.
Mi aprivo alle ombre dei boschi che venivano incontro
e ai rami che si aprivano ad abbracciare la notte.

La lontananza inspiravo in un sorso enorme.
Premevo vento, nubi e stelle al mio petto.
E nel cerchio stretto di un abbraccio
ho rinchiuso l’infinito intero del mondo.

Blaga Dimitrova

Il libraio di Selinunte

ROBERTO VECCHIONI

Così di notte, quando tutto era silenzio nella strada,
io scavalcavo la finestra e camminavo con le scarpe in mano,
e m’infilavo nella luce fioca della sua bottega,
per sentire la voce di quel piccolo uomo.

Così di notte in quella stanza dove mi dimenticavo il tempo,
io stavo ad ascoltarlo di nascosto mentre lui leggeva
parole di romanzi e versi come cose da toccare
e al frusciare di pagine mi sentivo volare…

e le parole come musica di seta
mi prendevano per mano,
e mi portavano lontano dove il cuore
non si sente più lontano:
dentro le immagini, nei libri e nella pelle
di chi aveva già vissuto cose tanto uguali a me;
nella follia d’essere uomo e nelle stelle
per andare oltre il dolore più inguaribile che c’è;
e le parole si riempivano d’amore,
le sue parole diventavano d’amore,
le sue parole diventavano l’amore

Così la notte,quando gli incendiarono la casa,
e la gente rideva e diceva che era finalmente ora,
capii che c’è davvero una diversità infinita
tra imparare a vivere e imparare la vite:

guardavo il pifferaio che si portava dietro le parole
e se le trascinava nella luce bianca della luna:
non si voltò, non si voltò neanche a salutare,
se le prese su tutte, e le gettò nel mare…

e le parole del libraio da quella sera
se ne andarono per sempre,
e mi lasciarono con gli occhi di un bambino
che non può sognare più:
tutte le sere torno con le scarpe in mano
per vedere se da qualche parte le riporterai;
di giorno provo a ricordarmele, ma invano,
troppi uomini non cambiano e non cambieranno mai:
parlano tutti, ma non dicono parole,
le loro cose non diventano parole:
mi manchi tu, mi mancano le tue parole…

Ma ci son sere che scendendo verso il mare
mi sembra come di sentirti, e non ti vedo:
ma se m’illudo che sia ancora tutto vero
quasi ci credo.

Io non ho parole...